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Misure carte da gioco





Sono tra le carte regionali più diffuse in Italia, essendo utilizzate nella maggior parte del Mezzogiorno.
I quattro semi cuori, quadri, picche e fiori hanno origine in Francia approssimativamente nel 1480 e sono probabilmente prevalsi perché più facili ed economici da riprodurre rispetto a disegni più elaborati (si veda tecniche di produzione ).
Nei semi italiani le spade sono ricurve e disposte in modo da incrociarsi, in quelli spagnoli e portoghesi sono dritte.
I due joker sono normalmente detti «Rosso» e «Nero».India ) di carta pesante o di plastica, delle dimensioni di una mano, usate per praticare giochi di carte.Hanno le spade in forma di scimitarre e i bastoni in forma di scettri o mazze cerimoniali.Carte trevisane (trevigiane o venete) modifica modifica wikitesto Le carte trevisane, veneziane o venete sono diffuse in tutto il machine a poker en ligne Veneto e in tutto il Friuli e sono a semi italiani.Il trèfle (così chiamato per la somiglianza alla foglia del trifoglio) deriva probabilmente dalla ghianda dei semi tedeschi, e così anche tombola login facebook il pique, derivato dal seme della foglia tedesca (tuttavia assumendo il nome dell'arma, seguendo l'esempio delle spade italiane).Secolo, Ronciglione, Centro ricerche e studi, 1996,.Le carte da gioco italiane ad esempio, a seconda della regione, fanno uso sia di semi italiani, sia di semi spagnoli, francesi o tedeschi.Come tutte le carte di "tipo italiano" hanno le spade in forma di scimitarre, e i bastoni in forma di scettri.Altre differenze possono riguardare la forma delle carte, o anche i colori tradizionali dei semi; questa pagina descrive le edizioni mignon; altri formati vengono trattati a pagina 2, e forme e colori speciali a pagina.Nel primo Regno di Sardegna la tassa sulle carte da gioco si riscuoteva mediante l'apposizione di un bollo sulle carte medesime.Il quattro di spade è chiamato anche margì per la donnina disegnata al centro.I soldati francesi, infatti, usavano mazzi spagnoli per giocare ad Aluette.Sulle barre orizzontali che dividono le figure in due metà, appaiono i nomi delle figure, e la numerazione delle figure stesse fa ricordare che, probabilmente, in antichità il mazzo era completato dagli 8, dai 9 e dai 10 numerali (la versione a 52 carte era.I Tarocchi e la loro storia, traduzione di Mariangela Tempera, Napoli, Edizione Bibliopolis, 1993, isbn.Si usano anche in altre aree d' Italia ove sono presenti minoranze di lingua tedesca, in Slovenia, Ungheria, Repubblica Ceca, Croazia, Slovacchia, Bosnia e Transilvania.Nate come mazzo da 36 carte negli anni ottanta è stato introdotto il mazzo da 40 che oggi è l'unico diffuso in Alto Adige (la versione da 36 è ancora diffusa in Austria).Le carte bresciane sono strette, con un rapporto lunghezza/larghezza superiore a 2, e sono le più piccole d'Italia misurando soltanto 4388 mm.Carte romagnole modifica modifica wikitesto Le romagnole sono carte in stile spagnolo a metà strada fra le carte napoletane e le piacentine, a figura intera, con mazzo da 40 carte.I bastoni dei semi italiani sono sottili e dritti, mentre quelli dei semi spagnoli e portoghesi sono nodosi randelli.Il particolare che più lo differenzia (oltre ai semi) dagli altri mazzi regionali italiani sono i valori.15 e rappresentanti il gufo, ossia il cucco.



Un disegno abbastanza diffuso, invece, è quello eseguito dall'incisore Lattanzio Lamperti e commercializzato tra il 1840 ed il 1850, ad una testa, oggi riprodotto da Modiano (da non confondere con il mazzo piacentino di Modiano, che, dal 1950, si trova a due teste).

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